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ANCHE LA TERNANA AL TROFEO BARAONDA
Il trofeo Baraonda ha avuto spettatori d’eccezione durante le finali disputate presso l’impianto Comandini, dell’ Olympia Thyrus
Di Dio, Concas, Noviello e Cunzi,accompagnati dal dirigente Angelelli, hanno potuto constatare, come lo sport possa far trovare spazi integrativi e relazionale che superano differenze e diffidenze.
Questo il messaggio che l’ ottava edizione del trofeo Baraonda disputatosi nei giorni scorsi a Terni ha voluto testimoniare.
Associazioni affiliate all’Anpis, provenienti da Bari da Orvieto, da Spoleto da Foligno ma soprattutto dall’ Aquila hanno dato vita ad una tre giorni di sport contro ogni forma discriminatoria.
Una manifestazione che ha visto tanti attori scesi in campo, oltre ovviamente alla polisportiva sociale Baraonda organizzatrice del torneo, si sono uniti la Cooperativa sociale Actl, la Ternana calcio, la Asl nr 4, l’Olympia Thyrus, la Colleluna volley, l’Amministrazione Comunale, l'amministrazione Provinciale, la 3 Circoscrizione Sud, il Coni Provinciale e la Uisp di Terni, Pro loco e Comune di Polino, il centro socio culturale di Valenza.
Soddisfazione nelle parole di Mauro Nannini presidente della “Baraonda” siamo sempre più convinti che in questo momento di difficoltà generale dobbiamo mettere in campo tante sinergie che servono a dare un supporto alle categorie più deboli, questa manifestazione ne è stata l'esempio lampante; sensazione positiva vedere gli amici dell'Aquila passare tre giorni spensierati con la voglia di mettersi in gioco, dimenticando per un po’ le tragedie legate all’ evento sismico che ancora crea tanti disagi per i cosiddetti “normali”, figuriamoci la sofferenza di chi vive già di suo un problema.
Un grazie particolare oltre a tutti coloro citati sopra, vorrei rivolgerlo all’ associazione Diapsigra di Terni, che si e messa in gioco in modo determinante per la riuscita della manifestazione.
Per la cronaca la polisportiva Baraonda si è aggiudicata sia il trofeo di volley che quello di calcio, ma a vincere anche questa volta, è stata la voglia di rompere quegli schemi precostituiti e preconcetti che vedono nel diverso qualcosa di evitare perché socialmente pericoloso.
Per informazioni contattare: mauro_nannini@virgilio.it |